Il pane di Tiziano

 

Tiziano Bonati: lì dove tutto ebbe origine

Era il 1955 quando Tiziano Bonati, dopo alcune esperienze nelle pasticcerie della Bergamo bene, decide di mettersi in proprio e con i pochi risparmi accumulati acquista un piccolo forno per la creazione di croissant. Inizialmente la produzione era limitata a poco più di 30 pezzi al giorno, venduti dai suoi fratelli nei bar circostanti.

Ben presto questa piccola attività si allarga fino al punto da spingere il giovane a mettersi in proprio: nel 1962 apre un laboratorio di produzione artigianale, assumendo un collaboratore a tempo pieno.

In breve il successo e la qualità portano Tiziano a investire nel lavoro da lui creato e ad assumere ulteriori collaboratori. Nel 1975 si allarga creando un’azienda di pasticceria senza eguali nella bergamasca: acquista il terreno dove sorge l’attuale complesso della Pasticceria Bonati, e nel 1977 inizia a costruire. I lavori terminano nell’agosto del 1980, con inaugurazione il 26 ottobre. In quel momento la pasticceria Bonati conta 10 collaboratori, destinati a diventare più di 20 negli anni seguenti.

Da lì è un crescendo di riconoscimenti per Tiziano, che a fine anni ’80 diventa Presidente dell’Associazione Artigiani Pasticceri, carica che ricopre fino alla sua scomparsa. Come Presidente si adopera in numerose attività che valgono 2 record mondiali nel ’96 e nel ’98 per la crostata più lunga del mondo, oltre all’alfabeto dolce più grande del mondo e l’uovo di Pasqua più grande nel 2000 (3 mt per 18 quintali). Sempre nel 2000 viene insignito del prestigioso titolo Cavaliere del Lavoro e della Repubblica. Prima della sua morte, avvenuta nel gennaio 2005, era stato eletto Presidente dell’Associazione Nazionale Pasticceri.

 

 

Pane di Tiziano, un pane con oltre 80 ore di lievitazione

Il pane di Tiziano è un lievitato a lunga lievitazione (più di 80 ore) per ricordare Tiziano Bonati.

La ricetta è stata rivisitata da Andrea Bonati, che ha trovato tra le ricette di suo padre un lievitato chiamato “pane del marinaio”, un prodotto a forma di una ciambella di salvataggio (come quella che si mette sulle navi, da qui il nome) farcito con uvetta.

Mantenendo le proporzioni, Andrea Bonati ha aggiunto farina di mais e farina integrale alla classica Farina 0, ha tolto l’uvetta e allungato la lievitazione, così da creare un prodotto dalla qualità inimitabile… proprio come era suo padre.